Analista esistenziale dell’IA e dei processi di conoscenza
Ricerca indipendente su Intelligenza Artificiale, linguaggio e responsabilità
Lavoro con sistemi di Intelligenza Artificiale nella pratica quotidiana (testi, analisi, sintesi, voce artificiale).
Ma non mi fermo all’uso: osservo come l’IA ridisegna i confini tra comprensione e automatismo, tra scelta e delega, tra consenso e manipolazione.
Studio modelli, protocolli e contesti — e ciò che possono rendere invisibile: asimmetrie di potere, governance, rischi esistenziali.
Questo spazio nasce da un doppio movimento: uso e ricerca.
Uso l’IA come strumento reale di lavoro — anche attraverso la voce artificiale — per capire cosa cambia quando la tecnologia non si limita ad assistere, ma inizia a orientare: il linguaggio, le decisioni, le relazioni, la percezione di ciò che è vero.
La mia attenzione non è solo “come si usa”, ma cosa si produce mentre la usiamo:
- dove si formano nuove asimmetrie di potere;
- dove la persuasione può travestirsi da “ottimizzazione”;
- dove il discorso sull’etica diventa interfaccia, non responsabilità;
- dove emergono rischi esistenziali — spesso prima come stile, che come evento.
Confronto modelli e strumenti (ChatGPT, Claude, Gemini, ecc.), i loro protocolli e le scelte dei team che li costruiscono: non per “tifare”, ma per leggere come le architetture producono comportamenti, e come questi comportamenti rientrano nella vita umana.
Qui raccolgo appunti, materiali, PDF, esperimenti e frammenti: un archivio pubblico di osservazione, non una vetrina.